{"id":113270,"date":"2023-09-19T23:52:04","date_gmt":"2023-09-19T21:52:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.emmanuelelorusso.com\/?page_id=113270"},"modified":"2024-11-21T12:06:04","modified_gmt":"2024-11-21T11:06:04","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.emmanuelelorusso.com\/it\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row row_height_percent=&#8221;100&#8243; back_image=&#8221;113751&#8243; back_position=&#8221;center center&#8221; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; column_width_percent=&#8221;100&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243; mobile_visibility=&#8221;yes&#8221; uncode_shortcode_id=&#8221;149338&#8243;][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_height_percent=&#8221;100&#8243; override_padding=&#8221;yes&#8221; h_padding=&#8221;0&#8243; top_padding=&#8221;0&#8243; bottom_padding=&#8221;2&#8243; back_color=&#8221;color-963630&#8243; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; column_width_percent=&#8221;100&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243; desktop_visibility=&#8221;yes&#8221; medium_visibility=&#8221;yes&#8221; uncode_shortcode_id=&#8221;436503&#8243; shape_dividers=&#8221;&#8221; back_color_type=&#8221;uncode-palette&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_single_image media=&#8221;114008&#8243; media_width_percent=&#8221;100&#8243; uncode_shortcode_id=&#8221;113305&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_height_percent=&#8221;0&#8243; back_color=&#8221;color-963630&#8243; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; column_width_percent=&#8221;100&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243; uncode_shortcode_id=&#8221;168194&#8243; back_color_type=&#8221;uncode-palette&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_custom_heading uncode_shortcode_id=&#8221;178445&#8243;]<em>La Storia<\/em>[\/vc_custom_heading][vc_column_text uncode_shortcode_id=&#8221;985443&#8243;]<strong>Emmanuele Lo Russo<\/strong>\u00a0nasce a\u00a0<strong>Vieste<\/strong>\u00a0nel 1989 in una\u00a0<strong>famiglia segnata dal fatto musicale<\/strong>. Gi\u00e0 questi elementari dati biografici sono sufficienti a indicare uno sviluppo di personalit\u00e0 e un orientamento di vita. La musica gli star\u00e0 addosso come un avvolgente vento di mare, un destino comune di cui lui diventa interprete e punto di sintesi. Avere tra le mani il violino all\u2019et\u00e0 dei giochi, non ancora sei anni, ed esservi introdotto da un maestro appassionato come\u00a0<strong>Eddy Perpich<\/strong>\u00a0vuol dire essere condotti precocemente ad una\u00a0<strong>nuova semantica<\/strong>\u00a0da esercitare accanto alla parola comune quotidiana. Se poi questo nuovo linguaggio \u00e8 rafforzato da\u00a0<strong>pap\u00e0 Michele clarinettista<\/strong>\u00a0<strong>e direttore di coro<\/strong>, da\u00a0<strong>mamma Cecilia pianista allieva del maestro Lucia Passaglia<\/strong>, dai\u00a0<strong>fratelli violinisti Antonio e e Bernadette e Raffaele<\/strong>\u00a0<strong>violoncellista<\/strong>, si capisce come la musica divenga, in casa Lo Russo, un vero e proprio\u00a0<strong>lessico famigliare<\/strong>.<\/p>\n<p>Credo nasca allora, nei primi passi di questo bambino, quella sorta di trasfigurazione che porta a reificare in musica un fatto, a trovare note per dirsi e rappresentarsi comenoi troviamo le parole e le frasi per la narrazione quotidiana.<\/p>\n<p>Immaginiamo questo adolescente sproporzionato, arrivato infine all\u2019altezza di un buon giocatore di basket, con un violino che apparir\u00e0 sempre pi\u00f9 piccolo tra le sue mani enormi, narrare i suoi vissuti interiori, il suo desiderio di conoscere il mondo e ci\u00f2 che contiene, per tradurre il suo sentimento della realt\u00e0. E\u2019 una via che gli viene indicata e che percorre bruciando le tappe perch\u00e9 il terreno \u00e8 senza dubbio spianato -pur dentro il sacrificio della rinuncia che permane- da una cultura musicale di una famiglia irripetibile.<\/p>\n<p>Le estati intense, l\u00ec\u00a0<b>nel castello dei Perpich, a Fontecchio<\/b>, lontano da casa ma dentro questa ricerca del senso che solo autentici maestri di fama internazionale possono elargire. E la signora Lucia, sublime pianista che ti contagia anche mentre ti insegna i sapori di una buona fiorentina, perch\u00e9 bellezza e gusto si compenetrino.<\/p>\n<p>Quante estati cos\u00ec, Emmanuele, dentro la formazione di un maestro esigente, tuo padrino di battesimo, che non teme di dirti con la sua voce baritonale inconfondibile, anch\u2019essa uno strumento, se la tua prova \u00e8 accettabile o addirittura sublime perch\u00e9 lo sapeva, anche se non te lo diceva apertamente , \u2019<i>di non aver mai avuto un allievo cos\u00ec<\/i>\u2019.<\/p>\n<p><b>Il mare di Vieste<\/b>, sempre sullo sfondo di casa ti attira e ti intride ti porta altrove tra i suoi flutti per poi farti ritornare, sempre. E poi ancora c\u2019\u00e8 certamente anche il calcio, passione di tutti i Lo Russo e Cecilia tua madre ne avrebbe dovuti comperare a bizzeffe,\u00a0<b>leggii e palloni<\/b>, perch\u00e9 questi sono gli oggetti che si perdono troppo facilmente su quei campi di battaglia\u2026<\/p>\n<p>Aveva cominciato a suonare il violino fin da piccolo, con la sapienza degli infanti che subentra quando quella dei dotti \u00e8 finita, intuendo la promessa che promana da quello strumento: di qualcosa di meglio, di pi\u00f9 forte, di pi\u00f9 vero, una nostalgia di assoluto che \u00e8 l\u00ec l\u00ec per venire. E lo aveva proprio scelto come suo strumento elettivo, amoroso e compassionevole strumento\u2026<\/p>\n<p>E\u2019 una scala ben lunga quella dei maestri, tipo quella di Giacobbe. Dopo Perpich, quando uno potrebbe ormai vivere di rendita, compare agli occhi di Emmanuele,\u00a0<b>Hagai Shaham<\/b>, uno la cui anima abita il violino. Si tratta solo, dopo averlo visionato e averne carpito l\u2019assoluta eccellenza, di scovarlo e di seguirlo, anche fosse in capo al mondo. Inizialmente \u00e8 la sorella Bernadette, grande violinista al cospetto di Dio, che cerca per s\u00e9 questo maestro a\u00a0<b>Tel Aviv,\u00a0<\/b>ma Emmanuele accompagnandola ne rimane assolutamente calamitato tanto da riprendere il mano il violino. E cos\u00ec riprende questa avventura della musica, percorso di vita, che d\u00e0 forma alla partitura di Lo Russo consentendogli di scrivere note musicali persistenti, tracce mnestiche che vengono comunicate da anima ad anima,\u00a0<b>segno che mentre rivela allo stesso tempo vela, come il Cristo Velato nella Cappella Sansevero di Napoli.<\/b><\/p>\n<p>E\u2019 da questa consapevolezza commossa del segno che nascono alcune composizioni brevi ed intense, quasi come\u00a0<b>laudi medievali.<\/b><\/p>\n<p>Qui si colloca un regalo familiare, una autentica sorpresa, che consente ad Emmanuele di ascoltare, eseguita da un\u2019orchestra vera e propria, la sua musica fino ad allora sentita solo nell\u2019intimit\u00e0 del suo cuore e chiss\u00e0 forse sognata. La leggenda vuole che il fratello Gabriele abbia messo insieme gli orchestrali pi\u00f9 amici, quelli disposti ad arrivare da qualsiasi distanza per l\u2019evento: la prima direzione del maestro Lo Russo delle sue composizioni per orchestra sinfonica e coro lirico!<\/p>\n<p>E in questa suprema avventura \u00e8 coinvolta anche la moglie,\u00a0<b>pianista e soprano Barbara Carrer<\/b>. E quella musica tiene avvinti centinaia di spettatori\u00a0<b>al Teatro San Giuseppe di<\/b>\u00a0<b>Torino, nel Duomo di Chioggia, Al Teatro Eden di Treviso, migliaia al Meeting di Rimini<\/b>\u2026 La gente avverte in questo suono dell\u2019anima, in queste vibrazioni-sussulti del cuore un rimando potente al destino. \u00c8 come aiutare un popolo ad accordarsi dicendo che \u00e8 possibile tornare all\u2019umilt\u00e0 dell\u2019ascolto\u2026 L\u2019apprendimento non \u00e8 mai finito, a questo livello, e i maestri si incontrano, ci si inciampa provvidenzialmente, restano, lasciano la loro traccia, provocano la tua. E qui si inserisce ancora un\u00a0<b>Maestro, il direttore d\u2019orchestra per eccellenza, Donato Renzetti,<\/b>\u00a0uno che pur essendo enorme ti lascia lo spazio perch\u00e9 possa accadere il tuo gesto efficace, il tuo umile\u00a0<i>fiat<\/i>\u2026 Ed Emmanuele Lo Russo lo dice.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questo giovane direttore, di un\u2019eleganza evidentissima, si estolle anche senza palchetto e, se appena allarga le braccia, racchiude tutto un golfo mistico dentro, come a comprendere ogni persona che suona per farla sentire protagonista di un fatto senza eguali, come \u00e8 ogni esecuzione musicale. \u00c8 davvero quella di Emmanuele un\u2019apertura alare che potrebbe fargli spiccare il volo dal suo podio, da un momento all\u2019altro, come quando da bambino si immedesimava in un angioletto direttore d\u2019orchestra celeste. O forse \u00e8 anticipo dell\u2019antico gesto del tuffo, ripetuto tante volte dalle rocce di quella\u00a0<b>Cala di Campi\u00a0<\/b>in cui l\u2019azzurro del cielo e il blu profondo del mare si ribaltano e si fondono insieme nell\u2019immersione finale\u2026<br \/>\n<em>Piergiorgio Bighin<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_height_percent=&#8221;0&#8243; back_color=&#8221;color-963630&#8243; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; column_width_percent=&#8221;100&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243; desktop_visibility=&#8221;yes&#8221; medium_visibility=&#8221;yes&#8221; mobile_visibility=&#8221;yes&#8221; uncode_shortcode_id=&#8221;172178&#8243; back_color_type=&#8221;uncode-palette&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_gallery el_id=&#8221;gallery-173044&#8243; type=&#8221;justified&#8221; random=&#8221;yes&#8221; medias=&#8221;113274,113275,113276,113277,113278&#8243; explode_albums=&#8221;yes&#8221; justify_row_height=&#8221;400&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; single_overlay_opacity=&#8221;50&#8243; single_padding=&#8221;2&#8243; single_border=&#8221;yes&#8221; single_css_animation=&#8221;zoom-in&#8221; uncode_shortcode_id=&#8221;271211&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row row_height_percent=&#8221;100&#8243; back_image=&#8221;113751&#8243; back_position=&#8221;center center&#8221; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; gutter_size=&#8221;3&#8243; column_width_percent=&#8221;100&#8243; shift_y=&#8221;0&#8243; z_index=&#8221;0&#8243; mobile_visibility=&#8221;yes&#8221; uncode_shortcode_id=&#8221;149338&#8243;][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_height_percent=&#8221;100&#8243; override_padding=&#8221;yes&#8221; h_padding=&#8221;0&#8243; top_padding=&#8221;0&#8243; bottom_padding=&#8221;2&#8243; back_color=&#8221;color-963630&#8243; overlay_alpha=&#8221;50&#8243; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-113270","page","type-page","status-publish","hentry"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.emmanuelelorusso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/113270","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.emmanuelelorusso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.emmanuelelorusso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.emmanuelelorusso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.emmanuelelorusso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=113270"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.emmanuelelorusso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/113270\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":114013,"href":"https:\/\/www.emmanuelelorusso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/113270\/revisions\/114013"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.emmanuelelorusso.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=113270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}