Compositore

L’esigenza di esprimersi attraverso la composizione è la cosa più inaspettata che Emmanuele all’età di 15 anni potesse scoprire di avere.

Certamente il privilegio assoluto di crescere con i Maestri e padrini Eddy Perpich e Lucia Passaglia, insieme alla bellezza di vivere la musica in famiglia come condivisione di una vita, ha portato fin da piccolo Emmanuele a “respirare pensando musicalmente”, come un pittore nel guardare la realtà circostante respira pensando ai colori più espressivi del suo cuore palpitante.

Tuttavia entrare in profondità con i più grandi geni della storia della musica e scoprirne la relazione stretta con sè fino a sentirli come fratelli nel cammino è il dono più grande nella crescita musicale di Emmanuele, così grande che non basterebbe spendere una vita intera per esaurirla.

Nel contesto decisivo dalle caratteristiche appena citate nasce l’esigenza compositiva. La ragione è semplice: esigenza di esprimere avvenimenti in atto della propria vita. Successivamente Emmanuele lascia sempre più spazio a questa esigenza e, sollecitato dai suoi fratelli, esegue con loro i primi concerti nei quali di schianto avviene un legame con la vita delle persone partecipanti. La sorprendente semplicità con la quale diventa abituale questa forma di espressione porta progressivamente Emmanuele a lavorare con sistematicità e dunque a progredire nel linguaggio.

«Nelle mie composizioni mi sento come un vaso fragile di creta ma che trabocca d’acqua pura: per questa ragione non reputo mia questa forma di linguaggio, bensì è l’estrema virtù di una Bellezza che mi ha sempre accompagnato e continua oggi a bussare nella mia vita attraverso l’amicizia. È l’unità con l’altro in un legame più profondo di quanto sia possibile pensare umanamente ad esprime nella “mia” musica la Speranza che abbraccia e sfida ad amare quotidianamente tutta la mia esistenza».

_Emmanuele_